IDENTITÀ DELLA NOSTRA SCUOLA

La Scuola dell’infanzia paritaria “Vita Gioiosa” svolge la sua opera educativa a Noventa Vicentina da 100 anni e si propone nel contesto territoriale e socio-culturale come scuola ad ispirazione CATTOLICA, luogo di formazione armonica e integrale della persona e di educazione della fede.
Propone una visione ispirata al Vangelo e trasmette i valori del messaggio cristiano attraverso significative esperienze di vita quotidiana, di feste e di cammini didattici.
La scuola dell’infanzia “Vita Gioiosa” aderisce alla F.I.S.M. Vicenza (Federazione Italiana Scuole Materne) di cui assume le linee pedagogiche fondamentali.

UN VIAGGIO LUNGO 100 ANNI!!!

Già dalla fine dell’800 e ancor più nei primi anni del ‘900 a Noventa si manifestò la volontà di creare un servizio nuovo ed importante per l’intera comunità: un asilo infantile, in grado di accudire i bambini ma di fornire anche una prima e fondamentale formazione umana, culturale, religiosa ai più piccoli, a sostegno delle famiglie, specialmente quelle più bisognose, costrette spesso per motivi di lavoro a lasciare soli i figli o ad affidarli a “scuole” improvvisate.

La prima proposta che cercò di concretizzare il progetto arrivò dalla donazione al comune di un terreno da parte del cav. Lorenzo Prosdocimi, della famiglia proprietaria di villa Ca’ Arnaldi, datata 1 luglio 1903, la cui vendita avrebbe reso possibile la costruzione di un asilo, che il donatore desiderava si chiamasse “Antonietta”, e la costituzione di un primo fondo per sostenere economicamente la struttura.

Il primo sito individuato lungo la nuova via Garibaldi non si rivelò adeguato e le successive proposte non trovarono attuazione. Nonostante queste difficoltà, l’idea non fu accantonata.

Nel 1912 il Procuratore Generale del Collegio armeno, congregazione religiosa con sede a Venezia e proprietaria a Noventa di vari possedimenti, “in contemplazione dell’opera eminentemente civile ed umanitaria” accolse di buon grado la richiesta del comune nella persona del sindaco, dott. Angelo Stefani, e “deliberò di cedere gratuitamente” un terreno di 200 mq tra le attuali via Collegio Armeno e via Carpagnon. La cessione, formalizzata con atto notarile a Venezia (19/03/1912), venne fatta con lo scopo tassativo di erigere un asilo infantile, “salvo reversibilità nel caso che in un decennio da oggi non fossero almeno iniziati i lavori per l’indicato asilo sia pure modesto”.

Dal verbale del Consiglio comunale del 10 dicembre 1912 risulta la determinazione a voler dare ai bambini “un’atmosfera larga, serena, una forma di educazione sana, amorosa, pacifica” e questo provvedendo alla costruzione di un edificio capace di contenere duecento bambini.

L’anno successivo, sempre in una seduta del Consiglio comunale si ribadiva il proposito: “il considerevole aumento della popolazione, la necessità di innovare dalle radici l’educazione infantile… non permettono di protrarre più oltre la fondazione di un Asilo Infantile il cui bisogno da lungo tempo sentito si fa sempre più imperioso anche per lo sviluppo commerciale e industriale del nostro Capoluogo”.

Pertanto nel 1913 il Comune contrasse un mutuo con la Cassa Depositi e Prestiti di 47 667.00 lire “da servire esclusivamente per la costruzione di un asilo infantile e provvista del relativo arredamento”.

Nella stessa occasione il Consiglio comunale deliberò che l’edificio in oggetto del mutuo fosse destinato in perpetuo ad esclusivo uso scolastico (28/03/1913).

Una volta formalizzata la donazione della congregazione e l’accettazione da parte del comune, fu approvato il progetto dell’edificio presentato dall’Ing. Schio (già proprietario della villa tutt’ora esistente in via Garibaldi, ora Romagna) e iniziarono i lavori: un corpo centrale ad un unico piano con le stanze delle suore e i servizi, e due ali protese verso il cortile, in cui collocare in una la cucina e il refettorio, nell’altra le aule. L’ingresso era posto in via Collegio Armeno (l’attuale facciata posteriore di Vita Gioiosa), con il giardino retrostante.

Durante la Prima Guerra Mondiale l’edificio venne adibito ad ospedale militare.

Il 16 dicembre 1919 fu creato un Comitato per l’apertura e il primo funzionamento dell’asilo, come risulta dal Libro d’oro dei benefattori.

In data 2 febbraio 1920 Mons. Bertapelle annota nel suo Registro Cronistorico, presente nell’archivio parrocchiale di Noventa Vicentina: “Oggi si apre l’asilo, con discorso dell’Arciprete, del Commendatore Zanini sul luogo. Vi sono chiamate a dirigerlo le Suore Terziarie di Padova, e ne è a capo Suor Ancella”.

Da quel momento la scuola opererà in modo continuativo, legando per un lunghissimo periodo la sua storia alla presenza delle suore Elisabettine, che andarono a fondare a Noventa una nuova comunità, indipendente da quelle già numerose e attive in ospedale e nella casa di salute (manicomio).

Nel 1922 l’edificio fu ampliato e modificato: aperta la nuova via delle Rimembranze (ora via Battisti), venne collocata su quel fronte l’entrata, dove si trova attualmente, riducendo però lo spazio adibito a cortile, in parte ceduto a privati.

Nel 1923 l’asilo diventò Scuola Materna alla quale si affiancò l’anno seguente una Scuola di Lavoro per ragazze.

L’11 febbraio 1924, festività della Madonna di Lourdes, venne inaugurata all’interno dell’edificio scolastico la Grotta di Lourdes, realizzata dal noventano cav. Giovanni Braggion e che precede l’opera analoga e ben più celebre del Beato Fra Claudio a Chiampo, datata 1935.

Durante la Seconda Guerra Mondiale fu superiora e direttrice della scuola suor Fedora Casol, figura di spicco nelle vicende della resistenza noventana.

Nei primi anni ’60 si rese necessario un ulteriore ampliamento, dovuto all’aumento dei bambini iscritti, affidato all’Ing. Augusto Tomba: un ampio atrio, la sala giochi, una nuova cucina e nuovi servizi igienici, cinque nuove aule, intervento reso possibile oltre all’interessamento del Comune anche grazie ad un contributo dei fratelli Stefani.

Nel 1962 fu aperta la Scuola Materna di Saline, intitolata a Papa Giovanni XXIII: entrambe le scuole, quella del capoluogo e quella della frazione, gestite dalla stessa amministrazione.

Quel periodo segnò un forte incremento demografico: nel 1965 i bambini frequentanti Vita Gioiosa erano 140, fino ad arrivare qualche anno dopo a 187 bambini, distribuiti in cinque sezioni, a cui si aggiungevano le due sezioni della scuola di Saline.

A fine anni ’70 le suore iniziarono ad essere affiancate da insegnanti laiche e la presenza delle religiose, pur mantenendosi centrale, andò alla fine pian piano riducendosi, a causa della ridistribuzione delle risorse dell’ordine religioso.

Si colloca agli inizi degli anni ’80 la realizzazione di un fabbricato contiguo all’edificio scolastico, adibito ad abitazione delle suore.

Nell’ottobre del 1983, con atto notarile, la scuola venne istituita come associazione di genitori, retta da un Comitato di gestione. Questo passo definì e confermò l’impegno nella scuola già consolidato negli anni precedenti da parte dei genitori dei bambini iscritti.

Nello stesso anno fu stipulata una convenzione tra il Comune di Noventa e le scuole materne non statali, in cui l’amministrazione si impegnava a sostenerle economicamente poiché svolgevano un pubblico servizio che arrivava a coprire ben il 70% della scolarità materna infantile.

In seguito alla ristrutturazione della Casa di preghiera di via Battisti, la comunità delle Suore Elisabettine che viveva e operava nella scuola Vita Gioiosa si trasferì nel vicino nuovo edificio nel 1995.

Dal 2000 la scuola ha avuto il riconoscimento di “paritaria”.

Nel 2005 la scuola di Saline “Papa Giovanni XXIII” è diventata statale e quindi è cessato il legame con Vita Gioiosa.

L’ultima suora insegnante a Vita Gioiosa, suor Idalia Coi, è andata in pensione nel 2010 dopo sei anni di servizio, ma ha continuato la sua opera come volontaria per l’accoglienza del mattino per altri sei anni ancora.

Recentemente l’edificio scolastico è stato oggetto di ristrutturazioni e migliorie: rifacimento completo dei bagni dei bambini, arredo rinnovato del dormitorio con lettini a norma, istallazione di un sistema di climatizzazione, creazione di una sala da pranzo comune, rifacimento completo del tetto e tinteggiatura dei locali interni.

Questi interventi sono stati possibili grazie all’interessamento dell’Amministazione Comunale, grazie a donazioni di privati e a fondi raccolti con varie iniziative dai genitori della scuola.

 

Negli ultimi anni la scuola è stabilmente organizzata in tre sezioni che accolgono una settantina di bambini iscritti, a partire dai due anni e mezzo (piccolissimi, cioè bambini che compiranno i tre anni entro il 30 aprile successivo all’anno di iscrizione), fino ai cinque anni.

La scuola si è attivata inoltre per offrire nuovi servizi diventati ormai per molte famiglie indispensabili, quali l’ingresso anticipato, il posticipo fino alle ore 18.30, l’iniziativa “Festività@scuola” che fornisce la custodia qualificata anche nei giorni di sospensione dall’attività didattica.